Fiamma Tricolore Brescia


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Condivisione di intenti

La Federazione provinciale della Fiamma Tricolore bresciana rilancia la propria attività grazie al proprio radicamento sulla provincia. Il nostro obiettivo è quello di coprire in modo capillare l'intero territorio di nostra competenza. Quanto fatto fino ad ora ha portato infatti a buoni risultati ed a un incremento di adesioni. Se condividi le nostre idee, il nostro modo di fare politica, l'onesta e la correttezza che caratterizza da sempre la politica del Movimento Sociale Fiamma Tricolore contattaci! Stiamo cercando responsabili per le diverse zone e comuni della nostra provincia in cui siamo ancora assenti.

Alcuni nostri punti fermi

Tutela dell'identità Nazionale

Difesa del primato e degli interessi del popolo italiano; salvaguardia e rilancio della lingua, della cultura e dell’identità italiana

La Famiglia

Sostegno e difesa della Famiglia naturale e tradizionale, contro qualsiasi forma di sua “perversa parodia”; tutela e protezione dell’infanzia; modifica del diritto di famiglia e della legge sulle adozioni; tutela di anziani, donne e bambini

Economia

Privilegiare la produttività nazionale contro le Multinazionali; proteggere con dazi e barriere doganali il prodotto europeo ed italiano dalla sleale e antisociale concorrenza extraeuropea, come quella cinese; incentivare la produzione italiana e l’autosufficienza, energetica ed alimentare; no alle privatizzazioni; nazionalizzazione delle industrie e protezionismo per i settori più importanti; nazionalizzazione della Banca d’Italia e del sistema autostradale

Disoccupazione e Lavoro

No al precariato e abrogazione della legge 30; no al lavoro interinale e a tempo parziale; investire il lavoratore-produttore della gestione e della partecipazione agli utili dell’azienda (cogestione e socializzazione); collaborazione e non lotta di classe: il lavoratore deve essere parte integrante dell’impresa, del prodotto, dell’utile; nuovo modo di produrre; tutela delle piccole e medie imprese; formazione ed educazione professionale dei lavoratori; preferenza nazionale nelle liste di collocamento; giusto riconoscimento salariale; politiche sociali improntate al rilancio dell’occupazione; riduzione dei contributi previdenziali (da parte delle imprese); eliminazione dei contratti di formazione; rafforzamento del periodo d’apprendistato professionale; no alle grandi concentrazioni di capitale; contro la finanza multinazionale; no al libero mercato; adattamento della formazione professionale alle esigenze delle imprese; diminuzione del peso dei prelievi obbligatori e dell’eccesiva burocrazia; no alla delocalizzazione delle attività; attuazione di politiche a favore della crescita demografica, della famiglia, dell’istruzione, delle risorse e della programmazione economica

Diritto alla Proprietà della casa

Edilizia popolare; preferenza nazionale nell’assegnazione delle abitazioni di proprietà pubblica; applicazione del mutuo sociale con la creazione di un ente regionale che costruisca case con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche

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